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Venezia e poi...

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È milioni di pali, di larici, di querce, di pini di tempi lontani che affondano nell'argilla, più a fondo, dove l'acqua arriva piano, sedimenta, fortifica. Ha un nome strano quasi brutto, caranto ma solido, robusto come un milione  di pietre. Come pietra d'Istria che lambisce l'acqua, la osserva, si protegge. È un milione di scatti rubati, di scritte sui muri, di legno, grate, mani, colori.

Bolle

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Bolle di sapone, di gioia infantile, di giochi di luce, riflessi gommosi nell'aria. Sorrido, sorrido da sempre che siano vere, libere nell'aria, a galleggiare dentro un foglio ...

Il pomeriggio d'estate

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Il pomeriggio d'estate  è un filo di vento che si infila fra i portici e il legno e porta con sé i profumi della città degli angoli e delle piazze. Voci, sorrisi, una sedia che si sposta, due signore che parlano, uno scatto fotografico, il refolo del vento. Ecco,  un pomeriggio d'estate.

Delta

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Che fossi bella lo sapevo già, forse la terra più bella. Quella che nel tempo ha saputo unire fino a fare convivere fra loro acqua e campi. Vederti dal cielo  ti fa ancora più bella.

Un giorno fatto di vento

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Ed era tranquillo, un giorno tranquillo che si è mosso all'improvviso  come se fosse fatto di vento...

Il silenzio e l'onda

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Il silenzio, l'onda che arriva di nuovo il silenzio  la sabbia che diventa bianca  il cielo azzurro  più azzurro  sopra l'acqua bianca.

La luna e Venere

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Io, tu, la luna e venere