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Un ponte, da lontano

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Mi tuffo ed ascolto il rumore che fa l'acqua che attraverso che mi scorre addosso  mentre riemergo e respiro. Osservo i milioni di sassi attorno le foglie che galleggiano ponti che a loro volta mi osservano severi e lontani. È placido, il fiume che scorre.

Archeologia industriale

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Restano, vuoti, polverosi rimangono attorno a case, vite, palazzi. Lungo strade quotidiane, curve e salite, campagna. Testimonianze silenziose di un tempo lontano.

Tempo per noi

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Il viaggio è iniziato da poco, dopo la paura, la fuga, i silenzi. Non c'era bisogno,  non se ne sentiva il bisogno fino al momento giusto. Che c'è sempre il momento giusto quello che ti dice che è ora, che è tempo per noi.

Color borgogna

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È un giorno color borgogna, che ha un sorriso ormai lontano. È quel giorno che arriva e ti travolge poi  pian piano ti avvolge  coi ricordi, con altri sorrisi, col sapore del caffè. Ha il colore borgogna, lo avrà sempre.

Ci sono proprio tutti

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Ci sono storie che hanno un profumo, che hanno appiccicate addosso  granelli di sabbia e macchie di gelato. Storie che partono da lontano  e ti spingono ancora più lontano, in un tempo preciso, un un mondo fatto di cose diverse. Ci sono storie a colori, coi colori accesi  come d'estate, un'estate uguale ad altre. In pineta, sulla spiaggia,  un boccole di birra, le panche di legno da pulire, colleghi che sono gli stessi, l'olio doposole  e il pesce appena pescato. Ci sono storie che sembrano fantastiche  come un  Wolpertinger che non ha identità, che ne ha una e più di una. Ci sono storie che sono di mare, di montagna  fatte da gente diversa fra essa. Sono storie che sono contenitori, di ricordi, sorrisi, t-shirt, baffi e capelli al vento.

Venezia e poi...

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È milioni di pali, di larici, di querce, di pini di tempi lontani che affondano nell'argilla, più a fondo, dove l'acqua arriva piano, sedimenta, fortifica. Ha un nome strano quasi brutto, caranto ma solido, robusto come un milione  di pietre. Come pietra d'Istria che lambisce l'acqua, la osserva, si protegge. È un milione di scatti rubati, di scritte sui muri, di legno, grate, mani, colori.

Bolle

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Bolle di sapone, di gioia infantile, di giochi di luce, riflessi gommosi nell'aria. Sorrido, sorrido da sempre che siano vere, libere nell'aria, a galleggiare dentro un foglio ...

Il pomeriggio d'estate

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Il pomeriggio d'estate  è un filo di vento che si infila fra i portici e il legno e porta con sé i profumi della città degli angoli e delle piazze. Voci, sorrisi, una sedia che si sposta, due signore che parlano, uno scatto fotografico, il refolo del vento. Ecco,  un pomeriggio d'estate.

Delta

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Che fossi bella lo sapevo già, forse la terra più bella. Quella che nel tempo ha saputo unire fino a fare convivere fra loro acqua e campi. Vederti dal cielo  ti fa ancora più bella.

Un giorno fatto di vento

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Ed era tranquillo, un giorno tranquillo che si è mosso all'improvviso  come se fosse fatto di vento...

Il silenzio e l'onda

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Il silenzio, l'onda che arriva di nuovo il silenzio  la sabbia che diventa bianca  il cielo azzurro  più azzurro  sopra l'acqua bianca.

La luna e Venere

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Io, tu, la luna e venere

Anniversari e libri

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Ci ho messo un po', ci ho messo del mio,  ho cercato di non scordare nessuno. Poi l'ho lasciato andare, ovunque chiunque volesse leggerlo, sfogliarlo, guardarlo. E di anni ne sono passati due eppure sembra ieri

Quak Quak

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Vorrei essere uno di loro, borbottare ai passanti una lingua che non conoscono, infilare il becco sott'acqua  e poi spiccare il volo, acquattarmi su un marciapiedi,  il bordo di una roggia. Camminare coi miei piedi palmati fin dove ne ho voglia e di nuovo borbottare e volare via.

Se il cielo mi cade sulla testa

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Se il cielo mi cade sulla testa, senza una pozione che mi aiuti, senza un tavolo sotto cui stare ad osservare, pensare. Immaginare di sentire la pioggia che scende e provare ad essere un po' più forte. Se il cielo mi cade sulla testa...

Metti che

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Metti che prendo un foglio ci imprimo una macchia di colore poi un'altra  un'altra ancora. E una poi due poi tre linee, colori, inchiostro.

Paure che vanno e vengono

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Le paure vanno e vengono come se ogni giorno fosse il primo. Paure che vanno avanti e indietro  come onde nel mare mosso anche se e' quasi estate.

Prismi

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Ho voglia di spegnere la luce, restare fermo ad osservare i riflessi, i colori sui muri. Immobile come certe notti. Spegnete la luce, abbassarla al minimo solo per vedere un altro gioco di luce. un segno sul muro, un colore, due colori, prismi di luce dentro al buio.

Raggio di sole

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Il mattino è un raggio di sole che entra di traverso da una finestra, una porta lasciata  da qualche parte socchiusa. Un raggio di sole.

Primavera dall'alto

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Uno sguardo dall'alto, solita strada, solito albero, giorno diverso, che cambia come è cambiata la stagione, di sole, di fiori. Di pioggia che cade e nutre, che da un colore nuovo al giorno eppure... eppure è la primavera che arriva  e cambia colori.

Un momento che ti guardi attorno

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Una mattina particolare  che ti prendi un po' di tempo per te e ti guardi tutto attorno a te, il cielo che non è mai lo stesso  copre strade che sono sempre quelle, anche quelle che percorri ogni giorno  senza guardare in su.

Uno

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Rimane uno, uno solo che sorveglia, che aspetta, mette radici. Mette radici che nulla si sposti,  che la casa sia nuova su pareti segnate dal tempo  Uno, ne rimane uno, che aspetta e sorveglia.

La luce e la sera

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La luce della sera, quando ancora sera non è, quando il giorno è lontano ma ancora vicino. La luce della sera, quella che riscalda e rinfresca, consola, illumina.

Metti che...

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Metti che un giorno  non hai voglia di guardare in giù, l'asfalto grigio che ondeggia, muri che perdono colore e col colore la storia. Metti che non ne hai proprio voglia e allora guardi all'insù  che un motivo buono per farlo lo trovi sempre.

Poca luce

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Poca luca appena appena a salutare il mattino.

Giorni e colori

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Giorni semplici, giorni tranquilli , quelli col sole e quelli che la pioggia arriva all'improvviso. Giorni che hanno bisogno di colore, di tanti colori.

Con chi

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È quel momento  in cui non conta dove, non conta il perché  ma conta solo il con chi.

La luce

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Una luce che cambia l'immagine, la foto, la prospettiva. Una luce, oltre il cancello chiuso. Il giorno lentamente arriva, la luce rimane.

Il giorno ideale per sorprenderla

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Domani è il giorno ideale per sorprenderla; sorprenderla si ma come? Dove? Il perché è irrilevante o forse no, quello che conta per entrambi è esserci. Esserci e aggiungere un giorno dopo l'altro un pezzo di quello che vorremmo essere domani ma anche oggi, subito, magari più avanti nel tempo.

È una primavera

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È una primavera che arriva osserva e si ferma. Un alito di vento, l'aria frizzante già calda, pollini e germogli. È una primavera che arriva e fiorisce sullo stesso posto anno dopo anno.

Idioletto e bagagli

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Qual'è il percorso che fai, quei passi disinvolti un po' no... Dove riesci a ricreare un'abitudine  fra cuore, cervello, parole. Quanto cresce quel bagaglio di fatti, carezze, parole... Dove batte il cuore, dove nasce una parola, l'idioletto che mi contraddistingue  in una scala del tempo, dei tempi, dei verbi, dei gesti, parole e percorsi con andamenti e passi diversi.

Locandina e racconti

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La matita e il colore, l'idea. L'idea si, che prende forma poco alla volta, che prende colore, che parla in silenzio, che racconta il racconto di un'epoca lontana. Dudovich, l'arte.

Quattro parti

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Un cielo in quattro parti, un quarto per ognuno una parte d'azzurro  per ognuno di noi che siamo quattro che siamo lontani che magari chissà  lo osserviamo nello stesso momento.

Oltre

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Lancio sempre lo sguardo oltre, oltre muri, grate, cancelli, spalle. Cerco sempre qualcosa, qualcuno. Un motivo. Qualcosa che oltre tutto c'è. Sempre.

Giorno in bianco e nero

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È giorno, quel giorno che non aspettavi ma che arriva e ne soffri. Non lo sai perché ne soffri, lo fai. E vai avanti nel tuo cammino, un passo dopo l'altro. È giorno, in bianco e nero.

Pane, burro e ancora marmellata

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Il sapore che riempie il palato, l'acido e il dolce che si danno la mano e si torna indietro  tanto indietro a pomeriggi lontani, a finestre che guardano treni lontani. La marmellata che ti resta sulle dita, un piatto colorato, ecco.

Coffee&Lovers

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Versami un caffè, uno che abbia il sapore dii questa giornata, che il sole c'è, che siamo da un'altra parte, che l'abbiamo segnata a più colori sul calendario.

Il cancello

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Chiudo il cancello che gli altri rimangano fuori da discorsi da sorrisi dai giorni che passano. Semplicemente. Lo chiudo e rimango finalmente  in compagnia  di me stesso.