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Vorrei un'età che non ho più

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Tanti vorrei, senza certezze; un senso di crepuscolare nostalgia per il passato, rotolato così lontano dal presente da avere i contorni meno nitidi e i desideri più forti. Sono simili a tormenti, regolari, che seguono una loro ipotetica marea e tornano quando non te lo aspetti. "Vorrei che tu fossi vera, per una notte soltanto vorrei non fossi dentro un pensiero che si muove nella mia testa. Vorrei che la mia età fosse la stessa dei miei ricordi, che il mondo attorno a noi fosse leggero e nuovo, come lo era allora. Vorrei ancora avere qualcosa di tuo  da guardare quando piove, che fossi vera  in mezzo a pensieri finti. Vorrei avere un'età che non ho più."

Il suo profilo sul colle

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Lei c'è e non c'è, da molti anni. Ha vissuto poco, poche notti la tua vita. Eppure, ancora adesso c'è. C'è perché la distanza, il distacco sono stati repentini, veloci, figli dei tempi, di diplomi di maturità, di obblighi di leva e stagioni estivi. E di amori, presenti, vivi, precedenti. E poi? L'abito lungo, bianco per lei, grigio per lui, un matrimonio con altre persone, con la convinzione che fossero quelle giuste.  E poi ci sono tanti "e poi", i ricordi mai andati via, mai totalmente chiusi nel cassetto, anzi. Pronti a tornare a galla appena possibile. E a portare una scossa violenta, decisa. E ti trovi a pensare ai giorni di Praga, a metà degli anni '90, la città che non vuoi scordare più, perché dentro ci trovi sempre lei, ogni volta. "La musica arriva lontana dalla stanza più lontana, è solo un riflesso sonoro  azzurrato. La pelle si è mischiata, ora è una sola; è morbida e liscia, è mia. Seguo col dito la cu...

G & M

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Sono momenti veloci, intimi, intensi , chiusi fra due attimi: l'inizio e la fine. Uno Yin ed uno Yang col cuore impazzito, impossibile da gestire. Sono momenti che sono morbidi, come è morbida lei, sopra le lenzuola, sotto i portici della città, che è vecchia ma è nuova, tutta per noi due. La rivedo nei pensieri lungo più di venti anni, ogni volta che la incrocio, il ricordo  mi bussa e non posso non aprire, anche se da qui è difficile e fa male. La rivedo adesso, mi rivedo coi capelli bianchi che cammino ancora per la città, che è più o meno come ma ricordo. Cambiano i dettagli, particolari che si fanno ora grandi ora piccoli, a seconda dell'intensità con cui il ricordo sale. Sotto gli stessi portici, seduto allo stesso caffè sento le mie labbra col suo sapore, il torpore che scivola dal cuore alle punte delle dita. La rivedo, me la immagino nuda, nello stesso letto ad osservare l'alba che arrivava. Sento il sapore della sua voce; tengo le mani in tasca mentre o...