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Il Signor G e il ginseng

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Il signor G non beve alcolici se non per qualche ricorrenza cui valga la pena chiudere un occhio. Tolte le nascite dei figli o nipoti, e constatando che questi sono quasi grandi ormai, non rimangono molte altre occasioni per brindare. Il signor G adora il caffè. Il caffè forse adora il signor G. Si frequentano da anni ormai, nel rispetto reciproco. Il signor G adora il caffè "di caffettiera" la mattina appena alzato. Ne adora il profumo, la tostatura che riporta al bruciato e il rumore "fastidioso" della caffettiera stessa. Poi c'è il primo caffè al bar sotto casa, quello di fiducia, e successivamente, arrivato in città per il lavoro o per divertimento, un pellegrinaggio fra i locali soliti ormai. E il signor G ha imparato con gli anni a non esagerare con la caffeina e a mischiare i vari tipi di caffè. Orzo, deca e ginseng, l'ultimo arrivato fra i surrogati di tendenza. Però... Però l'ultimo, il ginseng, non è così facile da ...

Il Signor G

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Il signor G è una persona come tante altre, coi vizi e i difetti di ogni uomo. Nonostante ciò, vive. Vive la sua vita meglio che può, per non avere rimpianti, rimorsi, per non lasciare nulla alle spalle. Il signor G passa fra la gente, vi si muove a proprio agio. Vive in fondo. Alcune cose come fossero le ultime, come se il domani non esistesse. È un tratto del suo carattere. Perché signor G? Perché mi chiamo G e qualcosa e perché Gaber lo adoro e un titolo così bello non potevo non prenderlo in prestito. Il signor G siamo tutti, c'è solo chi non lo sa, chi finge di non esserlo e chi lo esterna apertamente. Ecco, queste sono le differenze. Pensandoci e pensandomi, ho rivisto gli ultimi sprazzi di vita e "mi è garbato molto" scriverli così, schizzati e appuntati, in velocità, come son venuti fuori. Frammenti brevi di vita, del signor G.