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Le mie città

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Mi piacciono le città con i tetti di tegole rosse i tanti ponti sul fiume i campanili alti verso il cielo i mattoni sulle facciate i portici lunghi e sicuri. Mi piacciono le città con la nebbia con le luci soffuse con il rumore dell'acqua che scorre tutto intorno. Mi piacciono le chiese che vedi anche da lontano i lampioni in ferro battuto i tram coi sedili in legno e le rotaie. Mi piacciono le città che sono vecchie che hanno le curve rotonde e ampie sinuose come anse piazze spaziose e intime con le statue che ti guardano austere. Mi piacciono le mie città.

Profumo di caffè

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"Il suo aroma, forte, delicato, intenso, qualcosa di lontano, che profuma  di mattino anche quando il mattino è lontano, è un ricordo ormai. È un ricordo quotidiano, un'istantanea sempre presente. Non importa quanta gente c'è con te. È un rito, personale, pagano, profumato."

Silenzio

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Quarantena. Isolamento. Virus. Parole già nostre, presenti nel nostro vocabolario ma per lo più inutilizzate; ora sono nel nostro personale ordine del giorno. Ci siamo scontrati con una realtà che pesa come un masso e abbiamo rispolverato termini scientici, duri, crudeli, paurosi. È il mondo che soffre e che ora è in ginocchio. L'Italia come l'Europa, gli Usa, l'Africa. Tutto il mondo, industrializzato o no che sia. Il coronavirus ci ha costretti a cambiare il nostro quotidiano e al silenzio. Un silenzio che opprime e sorprendente. Un silenzio che apre mille scenari. "Scrivo sul bordo del silenzio; osservo il lato opposto al mio, è tutto ovattato, quasi fosse un acquerello, definito ma incerto. Scrivo sul bordo del silenzio, dove adesso tutti fa rumore, anche un pensiero piccolo. È una nuova abitudine, strana ed incerta."