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Raggio di sole

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Il mattino è un raggio di sole che entra di traverso da una finestra, una porta lasciata  da qualche parte socchiusa. Un raggio di sole.

La mia città

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"Un po' ingiallita dal tempo, dalla memoria, pigra e silenziosa più di altre. La mia città assomiglia al cappotto che indossi ogni giorno, che ti ripara le spalle, ti protegge "

Sere d'autunno

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"Ci sono sere che sembrano tutte uguali. Sere che il freddo è nuovo  e regalano luci diverse agli angoli della città. Sono le sere nella mia città."

I colori del giorno che passa

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"Un altro giorno che passa, cercando luci, colori, contorni. Cercando la luce, oltre, oltre il limite imposto, quello che sposto per  andare avanti."

Il Giallo e l'Azzurro

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"Sveglio il mio giorno, ogni volta con più anticipo. Mi piace guardare, l'incertezza della notte che non se ne vuole andare. Mi piace guardare, il giorno che arriva, scoprendo la luce. Il Giallo e l'Azzurro."

Cartolina

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Una cartolina...

Le gocce sul tetto

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Ad ascoltare il temporale di notte, la pioggia violenta che arriva in mezzo a mille altri pensieri misti al sonno ha un sapore quasi dolce. "Senti come piove, la senti l'acqua che batte sul tetto? Applaude, confonde, il tamburo accompagna ogni goccia che cade. La senti l'acqua che batte sul tetto? Piove, lava, confonde. Batte sui vetri. È temporale che scende... Senti come piove, la senti l'acqua che batte sul tetto?"

Un istante di imbarazzo

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A volte il confine fra il resistere e il cedere è sottile, labile. È un gioco mentale con se stessi più che con gli altri; sei l'unico avversario in campo, l'unico possibile. È rischioso rischiare ma ti piace, non sai proprio farne a meno. Neanche dopo anni, come se la lezione non l'avessi imparata mai.  E dopo anni un incontro casuale da un peso, un colore, qualcosa di diverso da prima, da tutto prima. Il tempo passato, i gesti compiuti. Capisci quando fingi imbarazzo che tutto sta ricominciando. "Allora si, mettimi in imbarazzo senza nessuna paura anche se c'è gente che cammina come noi  e noi siamo in mezzo a passi e ad altri abbracci. Allora è così che va che nessuno dei due bada al rumore attorno, ai suoni che fanno da contorno a tutto questo. È questo solamente, questo. Mettimi in imbarazzo, ti lascio fare, non importa ora è così che deve essere, dopo tutto questo tempo. Mettimi in imbarazzo ancora, come prima." ...

Il signor G e il rossetto

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Il sorriso forse era più simile ad una smorfia; nonostante i tanti giorni passati, in mente rimanevano le parole, di lei, e la vergogna, sua. Il signor G lo aveva notato già altre volte, in altre situazioni, come fosse un riflesso incondizionato, inconsapevole. Un sorriso con una ruga vicino la bocca, a labbra serrate, quasi un ghigno. Anche se il signor G non aveva davvero motivo di ghignare. Ogni tanto si lasciava andare, fregava nel tempo quello strano riflesso e lasciava andare libero il sorriso. Il sorriso era quell'affascinante dettaglio che  signor G osservava in chi gli parlava. Se incorniciato dal colore acceso di un rossetto il suo sorriso poteva vincere la vergogna e battere sul tempo il ghigno. Osservava. Anche quella sera lì. Quella sera lì però il ghigno era meno ghigno del solito. Si affievoliva parlando; ora era simile ad un sorriso sghembo. Osservava. Col silenzio di quel sorriso sghembo il signor G era sereno e avrebbe voluto dirle che indossava bene q...

Il signor G e i pensieri

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...eppure...