Qual'è il percorso che fai, quei passi disinvolti un po' no... Dove riesci a ricreare un'abitudine fra cuore, cervello, parole. Quanto cresce quel bagaglio di fatti, carezze, parole... Dove batte il cuore, dove nasce una parola, l'idioletto che mi contraddistingue in una scala del tempo, dei tempi, dei verbi, dei gesti, parole e percorsi con andamenti e passi diversi.
Il sapore che riempie il palato, l'acido e il dolce che si danno la mano e si torna indietro tanto indietro a pomeriggi lontani, a finestre che guardano treni lontani. La marmellata che ti resta sulle dita, un piatto colorato, ecco.
Cosa accadrebbe se oggi dormissi? Se di alzarmi non ne avessi davvero voglia? Il mondo si fermerebbe? Penso. Penso. Molto probabilmente non accadrebbe nulla. Anche il sole, il sole si. Anche lui si alzerebbe lo stesso. Come uno degli altri giorni, prima e dopo. Penso. Mi alzo. Mi è difficile non farlo...
Mi porti al mare? A vedere quanto velocemente il sole cade dietro l'orizzonte. A sentire le onde che toccano irruente la riva, la schiuma bianca che bagna i piedi. Portami al mare... Soli io e te fermi sul pontile, sotto il sole che ancora ci guarda, ascolta e si abbassa su di noi.
Passeggiando fra i vicoli con la luce della sera, bianco e nero e zone d'ombra, ombre allungate di lampioni e tetti, di pozzanghere e gatti randagi. Che sanno sempre dove andare. Il rumore in fondo alla sera di un auto che arriva, una coppia che si abbraccia, un'altra che guarda, una luna che sorride. Tutto dentro una notte.
Si torna dove si è stati bene, dove forse tutto andava per il meglio anche se non lo sapevo. Metti una notte di primavera in attesa dell'estate che sarebbe arrivata. Metti una notte afosa in riva al mare, una notte che scorre veloce. Anche oggi nei colori. La livrea con le mostrine dorate, la camicia bianca stirata; metti il pantalone nero con una riga davanti perfetta, il rumore quasi fastidioso delle scarpe di cuoio lucide sul pavimento di marmo. Rumori di contorno. Si torna lì, a bordo piscina, un po' stanchi, un po' brilli, molto contenti. Comunque alla fine di un percorso. Però oggi ripenso "che belli quei momenti." Quelli in cui ridiamo, quelli che respiriamo ascoltando il rumore del mare. Ascolti il mare e brindi; a quello che verrà che ancora non sai cosa sarà. Per te è per gli altri che poi ci siamo seduti sui gradini dell'ingresso e abbiamo sorriso ancora, alla fine di un altro tipo di percorso. Si torna lì, nell'attimo preciso dove il sorri...
È il profumo di una cena che si aspetta in maniera inaspettata. Come una sorpresa quando non è ancora Natale. È il profumo di qualcosa di fatto e di pensato quando non si è soli, quando finalmente c'è un po' di equilibrio.
Li ho scritti per non scordare, per cercare di dare un senso ai miei ricordi, alla tua voce. Li ho scritti costruendo tutte le storie come se fossimo ancora assieme. A cucinare, a leggere e rileggere, disegnare, cucire un costume. Li ho scritti per farti vedere che qualcosa ho fatto, qualcosa so fare e portare a termine. Li ho disegnati e scritti e ricordati e fatti andare per la loro strada.
Ho un orizzonte davanti... uno di quelli che cerco ogni giorno dentro uno scatto, una macchina che passa, una canzone alla radio. Lo costruisco da solo quando mi fermo e ci penso e rincorro le parole e le immagini più giuste.
Un giorno come tanti con l'estate che se ne va piano piano. Solo i colori rimangono a ricordare i giorni che sono passati. E sono colori che sembra l'inizio e non la fine.
Un riparo, un po' d'ombra. Chissà quanti come me, chissà le braccia, i piedi, gli occhi che si sono riparati qui. Alzando gli occhi al cielo di tanto in tanto.
È un giorno di vento contrario, di mal di denti vicino il cuore, di respiro in affanno. Un giorno senza ossigeno, apnea forzata che sgonfia i polmoni. È un giorno di vento contrario.
È notte, quasi giorno, luci accese poche, qualche auto passa veloce e va. Il buio lascia strada ad un giorno che non sembra aver voglia di iniziare. Una routine quotidiana, giorno dopo giorno ormai. Ho perso il conto delle albe in bicicletta e davanti ne avrò ancora altre. Di chilometri in bici e notti che sono quasi giorni.
E non è divertente non è solo legno non sono solo manichini. È solo, solo, dall'altra parte di mare, di confine. Una mano che stringe, un corpo che soffre. Non è solo una notizia. No.
Uno scorcio, un'inquadratura veloce. Lo scatto di tutto quel che c'è da vedere e da ascoltare. Oggi col sole, domani se piove. Uno scorcio che è piccolo compendio di città.