Una storia che vorrei raccontarti - dodicesima parte
La mano sui capelli. La lasciava lì ad accarezzarli. Lei non voleva spostarsi. I pensieri correvano. La vita gli aveva offerto una seconda occasione e l’aveva sfruttata con fatica, organizzandosi al meglio. Se qualcuno gli chiedeva come avesse fatto , esaltava i meriti della sua buona agenda. Aggirare discorsi poco piacevoli con l’ironia era una sua abitudine, un atteggiamento consueto di cui spesso i figli sorridevano. Tante volte aveva desiderato di poter riunire tutti, in occasione delle festività segnate in rosso sul calendario, per trascorrere il tempo insieme, con leggerezza e allegria, gustando i piatti delle mamme e delle nonne. Per debolezza, per cattiveria altrui, quelle riunioni familiari erano rimaste un sogno, che ancora adesso, di tanto in tanto, faceva capolino, nelle ore lunghe e sempre uguali. Sentì i riccioli sottili scivolargli dalle dita quando la ragazza sistemò nuovamente la testa sulla sua spalla. Ogni momento di quella gio...