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Guardando il mare

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"Provo a raccontarti una storia: c'è un uomo che guarda il mare. Perché il mare, mi chiederai; perché il mare si muove,  sempre, anche quando a te non sembra. Ha i suoi ritmi, i suoi sensi, i suoi colori. Ha maree potenti che lo agitano, appena sotto la superficie. Perché il mare? L'uomo guarda il mare, per imparare. Imparare cosa, mi chiederai; imparare che nulla è come sembra."

Una storia che vorrei raccontarti - tredicesima parte

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"Scusa.." La ragazza si spostò da quella posizione e tornò a sedersi diritta, senza staccare la spalla da quella del vecchio. Si voltò a guardarlo, per accorgersi che lui la fissava a sua volta. Gli sorrise. Dietro le lenti gli occhi dell'uomo si erano fatti piccoli, studiosi. Colsero in un istante il luccichio, bè afferrarono il movimento, semplice e repentino. La luce del lampione stava battendo su qualcosa. Il vecchio voleva capire a tutti i costi, cercare una pista giusta nella sua memoria ballerina. Superare la fatica del ricordo, quando l'età è un ostacolo troppo difficile. "Ti ho cercato perché è passato tanto tempo e ne sentivo il bisogno. Ora sono libera." Appoggiò il mento sulle mani, sentendosi improvvisamente vuota. Lo sguardo del vecchio era perplesso. Lei era forza e delicatezza, era un'esplosione di riccioli, era profumo di sabbia di mare, era un ricordo che non si lasciava prendere. "Aiutami a capire, perché ...

Una storia che vorrei raccontarti - dodicesima parte

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La mano sui capelli. La lasciava lì ad accarezzarli. Lei non voleva spostarsi. I pensieri correvano. La vita gli aveva offerto una seconda occasione e l’aveva sfruttata con fatica, organizzandosi al meglio. Se qualcuno gli chiedeva come avesse fatto , esaltava i meriti della sua buona agenda. Aggirare discorsi poco piacevoli con l’ironia era una sua abitudine, un atteggiamento consueto di cui spesso i figli sorridevano. Tante volte aveva desiderato di poter riunire tutti, in occasione delle festività segnate in rosso sul calendario, per trascorrere il tempo insieme, con leggerezza e allegria, gustando i piatti delle mamme e delle nonne. Per debolezza, per cattiveria altrui, quelle riunioni familiari erano rimaste un sogno, che ancora adesso, di tanto in tanto, faceva capolino, nelle ore lunghe e sempre uguali. Sentì i riccioli sottili scivolargli dalle dita quando la ragazza sistemò nuovamente la testa sulla sua spalla. Ogni momento di quella gio...

Una storia che vorrei raccontarti - undicesima parte

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Il vecchio estrasse dalla tasca il pettinino e iniziò nuovamente a suonarlo. Le lacrime inondavano il viso della ragazza, ma le indossava quasi contenta. Si asciugò gli occhi e, saltellando sulla panchina, si avvicinò all'uomo. Il vecchio rimase sorpreso nel sentire che una cascata di riccioli si appoggiava sulla sua spalla ossuta. Il tramonto avanzava pigro, sfumava lentamente nella sera accogliendo i loro sguardi. La ragazza respirò piano e abbassò le palpebre, mentre correva rapida dove il ricordo la stava aspettando. La scatola. Grande, di cartoncino colorato. Era decorata con disegni originali, non stampati. Da adolescente li aveva guardati con curiosità, ma sua madre l'aveva rimproverata, usando per la prima volta un tono severo. Da allora quella scatola chiusa era stata la sua compagna silenziosa. La curiosità si era ritratta, ubbidiente. Poi la lettera. La sorpresa, l'emozione. "Sono passati tanti anni, tante feste, tanti complean...

Una storia che vorrei raccontarti - prima parte

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È una storia un po' particolare, mia. La storia di errori miei ma non solo. Errori che mi hanno portato lontano da un affetto che sento tanto mio e che mi manca ogni giorno di più. È la storia di una rincorsa che ho solo immaginato e che spero in cuor mio non sia davvero così lunga. Prima parte Il vecchio avanzava a fatica sulla sabbia alta e disordinata. Sapeva di avere il respiro grosso e affannoso ma sapeva lui per primo di non potersi fermare. Avanti, in un posto che faticava a mettere a fuoco, sentiva chiaro il rumore delle onde. Rumore, soltanto il rumore. La schiuma che si spegneva a riva. La sabbia era alta e l'estate ancora un po' più avanti. Ogni tanto rallentava ancor di più il passo per godere della brezza marina sul viso. L'odore era di mare e di cielo e dietro, dietro la salsedine, il profumo. Il suo. E ogni respiro gli faceva bruciare gli occhi. Più forte del bruciore agli occhi era la voglia di arrivare a riva. Mentre il...