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Visualizzazione dei post con l'etichetta Delta del Po

Il freddo che faceva

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Mi manca lo sfondo dei miei giorni di bambino il giorno del mio compleanno. Il freddo che si muove tutt'intorno, l'aria che sferza il viso. La brina che si posa o cade o sale  su strade, prati, cose. Quel freddo che ti fa tenere strette le mani nelle tasche.

Pigro e lento

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Avevo bisogno di una tavolozza di colori e carta. Fogli di carta e una matita. Non mi serviva altro. L'idea era già nella mia testa. Un segno un colore, ancora. Pigro e lento come un fiume. https://www.pinterest.it/gggiankygg/

Sentirsi a casa

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È difficile da spiegare l'effetto che fa un mattino di gennaio trovarsi ad osservare un velo bianco  che ti riporta a dove tutto ebbe inizio.

Milleluci

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Così all'improvviso  vi trovo e mi accorgo che tante cose non le so altre non ho idea del sapore che hanno.

Le mattine con la nebbia

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...come una di quelle mattine che fuori fa freddo, c'è la nebbia e il mondo è tutto bianco. Ma il sole di là, c'è.

Continua a scrivere

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Ci sono professori che rimangono tali anche quando si cresce, di diventa maturi, padri, nonni. E sono quei prof che ritrovi all'improvviso nel tuo momento di felicità. "Un momento di inattesa felicità, intensa, familiare, un viaggio all'indietro a tornare ora bambino  ora studente un po' leggero. E l'invito sincero che mi emoziona e mi sprona e i miei grazie,  per ora e per allora."

Papaveri, forasacchi e colori

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"Inizio da una macchia rossa, un papavero forse,  riflesso del sole che pare lontano. E fiori, gialli, forasacchi nel vento. La voglia di colore."

Nebbie e ricordi

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"Le nebbie, quelle nebbie, quando il sole si sveglia, quando il sole va giù. Le nebbie che le trovi solo lì, dove casa è un canneto, un rapace che vola."

Un ricordo a San Basilio

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"Ricordi di vecchie giornate, lontane, antiche. Giornate."

Colpi di verde

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Scelgo un colore, uno solo che altrimenti non vale, uno solo e le sue sfumature, tutte, tutte insieme e li lascio liberi sul foglio.

Grano, fienili, pioppi...

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Il sole è tiepido, caldo, a sua insaputa fuori stagione, fuori luogo ma scalda e rincuora nel pieno dell'inverno. E dalla finestra immagini, grano, fienili, pioppi...

Il tramonto tutto storto

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La riflessione improvvisa, di un momento finalmente positivo.  Nonostante tutto. "E se anche oggi il sole cade giù di traverso non importa comunque un altro giorno è passato di cose fatte e dette ne ho da raccontare posso guardare sereno  il tramonto tutto storto."

Come un pesce persico

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Sei di paese, di campagna e fiume, il Po, quello più grande e largo, appena prima che abbracci il mare. La vita, il lavoro e l'amore ti portano poi a vedere altri panorami, altrettanto belli e affascinanti, dove la montagna abbraccia il cielo, l'opposto di dove arrivi ma che ti attrae e ti accoglie. Restano però sfumature e tratti del carattere che riportano al grande fiume, ad un pesce solitario e stranieri nel quale in fondo ti ci riconosci. Un persico sole. "Seguo lento la mia corrente, mi lascio trasportare dall'acqua, densa, tiepida, a volte fangosa. Osservo il mondo attorno, dandogli un po'del colore che ho. Schivo gli ostacoli che se serve  scivolo più giù dove l'acqua è torbida dove posso nascondere i miei colori. Seguo lento la mia corrente per arrivare alla mia meta nel mondo. La seguo anche quando non ci sono nato, quando ho capito l'ambiente e mi ci sono fermato. Nuotando lungo la corrente."

Le comari del paesello

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Cosa succede al rientro al paese dopo anni di assenza? Succede qualcosa di bello, quanto scoperto e detto ne "L'importanza di chiamarsi Mario", ma c'è un lato ambiguo, negativo e positivo al tempo stesso. Ironico, di quell'ironia che trovi nei racconti di paesi di campagna, quelli con la nebbia di calore già il mattino e le comari in strada davanti casa, il pomeriggio "a far filò". Capita quindi, in questo caso, di rivivere situazioni sempre uguale ma affettuosamente tragicomiche. "In questi giorni l'unica cosa che mi ha un po' infastidito son state quelle quattro, cinque anziane, amiche storiche dei miei che mi han salutato. Niente di strano per carità, ma avete presente il paese?30/36° da mattino a sera, quindi nel 90% dei casi girano per le calli con addosso un prendisole leggero. Capo che già ci suo fa sorridere. Il saluto al piccolo di casa, che sarei io, esordisce sempre con "ma tu sei?"lasciando dopo il punto interrogati...

L'importanza di chiamarsi Mario

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Fine primavera, arriva prepotente il caldo  della bassa Padana, quello afoso, appiccicoso, denso di nebbia mattutina. Torno a casa dopo anni, dopo tanti giorni passati a fare altro; a lavorare, vedere crescere figli, cercare di tenere vivo un qualsivoglia rapporto umano quasi sentimentale. Insomma, a vivere. Il ritorno, si diceva. Torno per cause di forza maggiore, come verrebbe da dire; torno perché mio padre è caduto dalla bicicletta, come credo capiti a migliaia di persone ogni giorno nel mondo, e cadendo ha rotto un femore, come credo capiti a migliaia di persone ogni giorno nel mondo, e ora è all'ospedale e a me di chiamarlo e basta non è sufficiente. È un viaggio breve sul numero effettivo di chilometri da percorrere ma lungo sul numero di treni su cui scendere e salire per arrivare a destinazione. E la mia destinazione finale è il mio paese natale, il paesello perso lungo la strada statale Romea e i campi di grano definiti da ragnatele di canali e scoli, a comporre ...