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Un attimo prima, un attimo dopo

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Solo due scatti,  distanti dieci minuti fra loro e cambia  luce, ambiente, prospettiva.

Il mio tempo

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Ho fatto in tempo a realizzare qualche sogno, qualche progetto  campato un po' per aria. Ho fatto in tempo  a vivere ogni momento al meglio  a non perdere ogni frammento. Mi sono rilassato, divertito,  ho visto e fermato immagini. Mi sono fermato a pensare.

Le mie città

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Mi piacciono le città con i tetti di tegole rosse i tanti ponti sul fiume i campanili alti verso il cielo i mattoni sulle facciate i portici lunghi e sicuri. Mi piacciono le città con la nebbia con le luci soffuse con il rumore dell'acqua che scorre tutto intorno. Mi piacciono le chiese che vedi anche da lontano i lampioni in ferro battuto i tram coi sedili in legno e le rotaie. Mi piacciono le città che sono vecchie che hanno le curve rotonde e ampie sinuose come anse piazze spaziose e intime con le statue che ti guardano austere. Mi piacciono le mie città.

La penna

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Lo scrivere non è il mio punto d'arrivo, tutt'altro, è sempre il mio punto di partenza. Di qualsiasi viaggio, di qualsiasi esperienza possa fare o provare. Pazienza se non a tutti piace non riesco a farne a meno. Di scrivere, della mia penna nello zaino e di un quaderno per raccogliere tutte le idee. Si ricevono critiche anche gratuite ma faccio di testa mia sempre solo perché farlo, scrivere, mi fa stare bene. "Ho una penna che scivola, è morbida sulla carta, un insieme ordinato di segni, che sono pensieri diventati parole. Ho una penna che osserva e scivola morbida sulla carta. È rosso e nero quello che scrivo, un miscuglio di parole che nascono in testa e terminano sulla carta, bagnata d'inchiostro. È bianco e nero quello che scrivo,  ne disegno le righe, le pagine, gli spazi. Tutto con la mia penna, che scivola morbida."

Perché scrivo

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Perché si scrive? Per fermare qualcosa; pensieri, storie, ricordi, risate e lacrime. Per fermare tutte insieme le cose belle e le cose brutte che ti sono accadute. Anche quelle a cui sei andato incontro a braccia aperte. Quasi come durante un attacco improvviso di bulimia di affetti. Come non averne abbastanza, cercarli in maniera ossessiva nelle persone che per un motivo o per l'altro sono entrate a far parte della tua vita. Non solo nelle persone, addirittura nelle cose, oggetti inanimati con una vita loro che riportano sempre ad un affetto, un sentimento. E allora ecco la scrittura. Che sei convinto possa sempre salvarti, da qualsiasi situazione o stato d'animo, come fosse lo scudo di un supereroe. Anche se può essere una trappola, l'arma a doppio taglio che ti porta lontano dai sentimenti che provi perché possono esserci impresse sopra, a quello che hai scritto, date che non combaciano. E scrivi di più, per dire meglio quello che provi, che in fondo non fai de...

Il Signor G e la scrittura

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Lo scrivere. Pensieri, frasi, racconti. Qualsiasi cosa rappresenti un insieme di parole e punteggiatura. Concetti. Il signor G adorava farlo. Da sempre. Era un modo per comunicare, per vincere la timidezza che a dispetto del fisico, della stazza, era ben marcata in lui, soprattutto negli anni "obesi"della sua adolescenza. E delle vicissitudini a margine della propria vita. La cura? "Scrivi. Scrivi tutto quel che pensi." Un consiglio lontano nel tempo ma ben radicato nel signor G, che forse non aveva nessuna intenzione di lasciare andare via. Scrivere, su qualsiasi cosa a disposizione, su ogni cosa passasse per la propria vita. Non a tutti piaceva questo aspetto del signor G, anzi, spesso portava allo scontro, all'incomprensione e allo scontro, all'insulto. E il signor G si è sempre limitato a prendere atto e fare spallucce, annotando ogni cosa nel suo fidato quaderno rosso. Cosa scrive il signor G? Scriveva di se stesso, della propria vita, dei pr...

Perché questo titolo

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Perché questo titolo? Perché in ognuno di noi ci sono frammenti di vita quotidiana altrui. Sono pezzi di vita, di giornata. Li incontri andando al lavoro, a volte tutte le mattine, altre ogni tanto ma a quel punto ti basta girare lo sguardo e li trovi dall'altra parte della piazza. Sono quelle persone che di solito sono sullo sfondo mentre parli con una amico, mentre fai una foto. Hanno scritto in volto la loro storia, o almeno in parte, e basta spendere qualche minuto in più per scambiare con loro qualche parola che ancora è una cosa gratuita. Ci sono momenti della vita che ti mettono a dura prova, un pò per colpa tua un pò per gli eventi che si susseguono non sempre positivi e spetta a te uscirne, e di tutto questo hai sempre un frammento che compone la tua storia. Un frammento che a volte punge come un vetro, altre scalda ed é dolce. Hai tante storie per comporre un puzzle della tua giornata. C'è la storia minima di qualcuno in ognuno di noi ba...