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Visualizzazione dei post da luglio, 2026

Color borgogna

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È un giorno color borgogna, che ha un sorriso ormai lontano. È quel giorno che arriva e ti travolge poi  pian piano ti avvolge  coi ricordi, con altri sorrisi, col sapore del caffè. Ha il colore borgogna, lo avrà sempre.

Ci sono proprio tutti

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Ci sono storie che hanno un profumo, che hanno appiccicate addosso  granelli di sabbia e macchie di gelato. Storie che partono da lontano  e ti spingono ancora più lontano, in un tempo preciso, un un mondo fatto di cose diverse. Ci sono storie a colori, coi colori accesi  come d'estate, un'estate uguale ad altre. In pineta, sulla spiaggia,  un boccole di birra, le panche di legno da pulire, colleghi che sono gli stessi, l'olio doposole  e il pesce appena pescato. Ci sono storie che sembrano fantastiche  come un  Wolpertinger che non ha identità, che ne ha una e più di una. Ci sono storie che sono di mare, di montagna  fatte da gente diversa fra essa. Sono storie che sono contenitori, di ricordi, sorrisi, t-shirt, baffi e capelli al vento.

Venezia e poi...

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È milioni di pali, di larici, di querce, di pini di tempi lontani che affondano nell'argilla, più a fondo, dove l'acqua arriva piano, sedimenta, fortifica. Ha un nome strano quasi brutto, caranto ma solido, robusto come un milione  di pietre. Come pietra d'Istria che lambisce l'acqua, la osserva, si protegge. È un milione di scatti rubati, di scritte sui muri, di legno, grate, mani, colori.

Bolle

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Bolle di sapone, di gioia infantile, di giochi di luce, riflessi gommosi nell'aria. Sorrido, sorrido da sempre che siano vere, libere nell'aria, a galleggiare dentro un foglio ...

Il pomeriggio d'estate

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Il pomeriggio d'estate  è un filo di vento che si infila fra i portici e il legno e porta con sé i profumi della città degli angoli e delle piazze. Voci, sorrisi, una sedia che si sposta, due signore che parlano, uno scatto fotografico, il refolo del vento. Ecco,  un pomeriggio d'estate.