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Visualizzazione dei post con l'etichetta natale

Tempo di bilanci

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"È un altro anno che passa, bilanci, pensieri. Parole silenziose, delicate, soffici come neve."

Natale 2021

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"Ho voglia di luci, i sorrisi e  pensieri più leggeri."

Le 3 del mattino

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Ci sono momenti in cui l'insonnia prevale su tutto resto, su ogni tipo di pensiero.  Prevale sulla stanchezza, sulla voglia di dormire, riposare finalmente. "3 come numero perfetto, come i figli che hai, come l'ora in cui nella notte il respiro si blocca. 3 come il mattino lontano, come l'ora in cui... come la notte lontana. 3 come l'ora in cui arrivano tutti insieme i tuoi pensieri."

Piove, senza sole

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Dopo l'ondata improvvisa di maltempo ti accorgi che il temporale più grande è nel tuo cuore, nella tua testa. Dove vive l'anima. "Adesso piove, dopo la neve, senza il sole. Si fa un po'fatica a sopportare ma il tempo ha scalfito anche questo aspetto.  La vita, le persone, le cose, sono sempre nel cuore, solo più distanti e a volte sembrano essere irraggiungibili. Non ne senti le voci, le risate, le urla e riempi gli spazi di domande. Senza risposte. Adesso piove, dopo la neve, senza il sole."

Un regalo che non arriva

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Le Feste, le Festività, dilatano le mancanze degli affetti; tutti gli affetti che puoi provare in vita tua. Senti come se un altro anno fosse passato inutilmente, con un suo giro a vuoto. A me manca Lei, semplicemente. Una figlia che non so come possa essere diventata, che voce possa avere. Un anno di più, ancora di più, ne sento la mancanza. Gaia è il suo nome  "Mi addormento anche questa notte masticando nervoso una matita. Ho le frasi da scrivere pronte in testa e un destinatario che non cambia mai... Il foglio è sempre bianco, vuoto, quando mi addormento e al risveglio. Le parole forse scivolano via come la notte all'alba. Scivolano e rimane solo lo spazio bianco tanto che riempie il foglio. Riprendo a masticare la matita e non scrivo, disegno, un viso, i capelli, tutti i ricordi insieme. Fa meno male delle parole."

Il Signor G e il lavoro

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"Lavori sempre!". "Lavori troppo!". "Abbiamo lavori che non coincidono!". Il signor G aveva bene impressa una lunga lista di lamentele di questo genere. Più o meno dall'estate del 1988, quando cioè il mondo del lavoro era entrato a far parte del suo mondo. Aveva preso contatto col mondo del lavoro partendo dal bancone di un bar. Scuola, alberghiera of course, e lavoro. Il fine settimana, l'inverno, l'estate. Più o meno tutte le feste e festività. È sempre con l'aperta ostilità della famiglia che non capiva perché "a Natale non ci sei mai". Però al signor G lavorare piaceva e pazienza se per anni ha fatto un po' lo zingaro e ne ha approfittato per vedere un po' di mondo. Pazienza se aveva evitato di farsi coinvolgere dai sentimenti; voleva vedere il mondo, lavorare e divertirsi. Barman, voilà la parola magica. E da quel momento il lavoro del signor G le compagne di vita lo hanno sempre sopportato, mai accettato. ...

Il Signor G e la bicicletta

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Il signor G aveva la bicicletta. La usava per tutti gli spostamenti. Casa, lavoro, gite. La usava sempre e spesso ne usava una con un cestino, comoda, per appoggiare l'inseparabile zaino. Usava la bicicletta perché era l'unico mezzo che possedeva e che poteva guidare non avendo la patente. Perché? Principalmente per paura, poi per massimo disinteresse ma il signor G non si era precluso mai nulla nella vita; viaggi, lavoro, vita di tutti i giorni. Si era spostato ovunque uno degli aspetti sopracitati lo portasse, sempre andando e tornando. L'altro aspetto della medaglia era il padre. Suo padre e sua madre lo avevano cresciuto bene, bravissimi genitori ed esempi, senza patente. Senza auto, camion o qualsiasi altro mezzo a motore. E il signor G era padre a sua volta, contento di esserlo, con figli contento del proprio padre così com'era. Con la bicicletta. E dove non poteva la bicicletta c'era un treno, un autobus, un traghetto. Ogni tanto però il signor G dove...

Un regalo da scartare

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Istantanea dei momenti belli vissuti in famiglia..il pretesto è il Natale, ma tutte le feste in famiglia lasciano dentro il ricordo bello e caldo di qualcosa vissuto insieme. "C'è la tua mano che mi accarezza le lacrime emozionate di una nonna Parliamo e guardiamo Fa caldo... anche se fuori è freddo... E sorridiamo coi bambini sulle ginocchia Un regalo nuovo da scartare e un sorriso da cercare Mani che sistemano biscotti che hanno il tuo profumo Anche qui al caldo."