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Nicol, che osserva il mare

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"Dai, scriviamo una storia a quattro mani, uno di quelle che quando le leggi ti senti travolto. La scriviamo io e te." Proviamo a cominciare. "Nicol osserva il mare. Seduta sulla sabbia nascosta sotto un cappello di paglia a falde larghe, arancione come il sole all'ora del tramonto. Preferisce osservarlo in quel momento che il sole è ancora caldo ma non brucia più sulla pelle; all'ora in cui la spiaggia non è più affollata, gli ombrelloni si chiudono e in lontananza rimangono solo i suoni e i rumori degli addetti spiaggia. Si perde in qualche pensiero lontano oltre l'orizzonte, oltre il punto scuro immobile che nasconde in realtà una di quelle grandi navi che trasportano gas. Sono più di una, sono immobili, apparentemente pigre. Sembrano appoggiate sulla linea dell'orizzonte. Di fronte alla tranquillità di quest'isola sottile ed allungata che divide Venezia dall'Adriatico c'è un discreto via vai di imbarcazioni anche da diporto. Qualche vela, ...

Forse un faro...

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Le luci là in fondo sull'orizzonte  da dove le guardi sembrano più belle. Le luci stesse entrano ed escono dalla finestra. Intermittenti. Intermittenti illuminano stanze, cose. Forse un faro... un vecchio albergo, un vecchio lampione forse. Solo e stanco ormai. È tutto fermo come in un presepe allestito tutto l'anno. Uno di quelli che si osserva un po' da terra un po' dal mare.

Fuochi d'artificio

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Giornale, l'aria calda, l'odore di creme solari, frutta fresca, acqua del mare. Ci andiamo? Ci restiamo? Andiamo per restarci, per andare a raccogliere conchiglie, respirare il sapore di giornate di pace, aspettare la sera e i fuochi d'artificio.

Onde

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#...da cavalcare c'è ancora questo ed altri mari"