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Una storia che vorrei raccontarti - settima parte

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Due arancioni. Lo stesso colore. La stessa intensità ma con sfumature tanto diverse da poterli vivere separatamente. Sembrava strano ma era veramente così. Suo padre. Sempre in ordine, impeccabile, anche quando il vento scompigliava i capelli. In questo ricordo si era perso il vecchio, ascoltando il pettinino di osso che suonava. A un tratto lo ripose nel taschino della camicia. Nello stesso istante arrivò la mano della ragazza a spettinarlo, di nuovo, rapida come il dispetto di una bambina. E assieme, la sua risata. Rise anche lui, trascinato in quell'improvviso momento di serenità. "Non mi sono mai piaciuti i capelli in ordine. Quando sono un po' lunghi bisogna lasciarli liberi di andare." Arancione. Due. Tonalità diverse, una oscurava l'altra. "Perché mi hai seguita qui al mar senza pensarci? Avrei potuto portarti in qualunque altro luogo..." Era vero. Eppure la sua risposta positiva era stata immediata. Gli era bastato guardarla per...

Una storia che vorrei raccontarti -seconda parte

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Seconda parte Il flashback può arrivare all'improvviso, forte come una scossa, acceso da una parola, un fatto, una canzone. Qualcosa. Che quando arriva è travolgente. Il cane. Il cane era un pastore tedesco femmina. Era il cane da guardia, quell'animale nel quale il vecchio da giovane si identificava: grande, robusto, fedele, pronto a difendere quando serviva. Ricordava bene quel cane. Ogni volta li separava solo la rete verde, che segnava il confine fra le due proprietà. Seduto sulla sabbia, ora il vecchio ascoltava il cane abbaiare in lontananza. Si chiedeva perché lo facesse. Per gioco forse, per rabbia. O per lanciargli quel ricordo ormai lontano. "La mamma e la nonna mi portavano sempre qui in estate. La mamma qui la conoscevano quasi tutti. Ci venivi anche tu?" Lo distrasse la ragazza, la sua voce. Ogni volta sicura e decisa. Eppure dolce. Il cane. Quel cane il vecchio, lo aveva visto e rivisto tante volte, nella sua casa, da solo. Era un partico...

Croquis life parte terza

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Sabbia sassi scarpe

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" Sono partito E vado lontano Cammino Dentro vento e polvere Osservo la strada Senza fermarmi Se c'è qualcuno Mi chiederà perchè Altrimenti Di strada ne farò meno E metterò Altra strada sulle mie scarpe Che la sabbia La scrollo di dosso E ne annuso L'odore secco."

Come un gabbiano

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...vorrei che il mare arrivasse fin qui... come un gabbiano affamato apro le mie ali controvento e inizio il mio volo contro la natura che mi spinge lontano che mi fa virare su un solo lato che non so se è quello giusto lascio alle spalle il mare e la sabbia che cibo non ce n'è volo con le ali più aperte che posso contro questo vento freddo che mi batte sul becco volo contro il vento contro la fame dentro la neve che mi bagna e non ho navi da seguire ...ho tracciato da solo la rotta...