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Visualizzazione dei post con l'etichetta figli

Lasciarvi un mondo perfetto

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Io ci sto provando, ci sto provando davvero a lasciarvi un mondo che più bello non si potrebbe. Ci metto la forza che ho, ci metto le parole, ci metto i colori e anche le zone d'ombra che la luce a volte da fastidio. Quel mondo che alla vostra età pensavo potesse non finire mai anche se le strade avevano buche  esattamente come adesso  i lampioni spenti e mille macchine colorate attorno. Ci provo a pensarci col sorriso, belli e forti come vi vorrei. Il mondo migliore che ho per voi è quello che provo a costruire ogni giorno.

Lui è meglio di me

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"Lui è meglio di me, e sorride anche quando è serio, quando si allena e mi aspetta  con un pallone in mano. Lui è meglio di me, perché generazione dopo generazione si migliora. Perché giochiamo infiniti tornei purché assieme. Lui è meglio di me, perché mi sta e mi abbraccia, perché non mi staccherei mai da lui. È migliore perché è curioso del mondo attorno e mi chiede e mi scrive. Lui è mio figlio."

L'inventario delle cose che non ho

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Tempo d'estate, di stagioni che si chiudono, riflessi di altri pensieri. "Una scatola di regali, uno per ogni anno. Il sorriso senza un dente, il diario di scuola con i disegni colorati. Una canzone che balliamo assieme, la gita al mare, in campagna, in montagna. Un cornetto al pistacchio cercando un po'di ombra. Le carte delle caramelle tutte stropicciate nei cassetti di casa. Non ho il telefono con gli adesivi sopra. Lo scatolone di giochi sempre aperto. Un inventario di cose colorate, in bianco e nero. Come uno di quei sorrisi lasciati sul comodino la mattina prima di uscire."

Alberi e Sole

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"Con le mani forti come rami di un albero afferro il sole e te lo porgo. A te che mi aspetti vicino a me."

Io & Lui

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"Se hai bisogno di me, io sono vicino a te. Tu mi chiami, mi scrivi e anche se lavoro, io corro." Gli occhi pesanti, arrossati mentre parlo. Il momento prima o poi doveva arrivare. Lui mi guarda sereno, né serio, né preoccupato. Mi guarda sereno. È una reazione che non mi sorprende; era preparato. "Lo so, mi devi solo dire dove vai ad abitare, così so esattamente quanto distante sei." La dista, in metri. In metri per misurare quanto siamo vicini, non distanti. E anche se sono tanti non è importante. "Abito appena dopo quel cartello stradale." Limite fra due comuni, il mio e il suo. Lo guarda. È contento della risposta. "Ma non è questo che conta sai? Tu sei qui, dentro. Non sarai mai lontano." Mi guarda mentre poso la mia mano sul cuore. Sorride. "Anche tu."

Croquis Life, extra

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A volte il caso, a volte l'ironia di qualcuno, altre perché è un pensiero fisso: i figli, che crescono veloci, che sono lontani, che hanno o stanno cercando il loro equilibrio nel mondo.

Io & Lui

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Eccoci qui, io e lui. Il piccolo di casa che cresce troppo in fretta, che mi guarda dal divano Io e lui, lo perdo di vista, lo vedo come non vorrei e mi accorgo che il tempo è sempre più ridotto e mi perdo i suoi passi dietro i miei. Eccoci qui, io e lui. Guardiamo avanti dentro lo specchio, che il tempo, questo, non ci sfugga ancora. È il piccolo di casa, è grande, robusto e forte e ha il suo sorriso. I suoi occhi e i suoi nei. Siamo io e lui in un giorno d'estate. Tutto qui.

Il Signor G e le donne

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O danno. Avventure, storie, una notte, qualche anno, ricami nella vita del signor G. Le donne sono sempre state importanti nella sua vita. Le ha conosciute presto, per sua fortuna, e non ha mai smesso di inseguirle. Ha pianto e riso, osservandole, vivendole, mettendo al mondo figli. Crescendoli. Ha rincorso donne per una notte, innamorandosene lo stesso, come fosse quella notte l'ultima della sua vita. Ha rincorso donne entrate nella sua vita all'improvviso, frutte del lavoro magari, di quegli incontri che entrano poi nell'orario di lavoro. Ha visto donne uscire dalla propria vita lasciando segni ben profondi, nel cuore e nell'anima. Donne che hanno seguito linee lontane da quelle del signor G. Il signor G ha amato tutte, sempre. Buttando all'aria un matrimonio, una convivenza, un paio di fidanzamenti. Non un gran curriculum ma al fascino femminile il signor G è da sempre succube. Donne. Il lato bello della vita del signor G, anche quando la donna era f...

Se fosse un amore solo?

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"Se fosse che non so bene che volto e nome dare all'Amore? Se fosse che il cuore lo nutro di volta in volta come ogni volta fosse l'ultima? Se fosse che adesso assaporo un aspetto della vita quasi nuovo? Se fosse che ogni immagine che ho riporta a qualcosa che mi ha fatto stare bene? Se fosse che quello stare bene alla fine è diventato uno stare male, profondo? Se fosse che nonostante tutto ho l'impressione di aver sbagliato? Se fosse che non so bene che durata temporale assegnare a questo Amore? Un anno, dodici, tre mesi? Fogli su di un calendario che giro e rigiro, ridisegno e aggiorno. Se fosse che osservo le mie mani, nella penombra di una stanza carica di cose non mie ... le osservo e non trovo tracce. Hanno toccato corpi, cose, piante e adesso stringono un po'di polvere ed una penna. Se fosse tutto finto, un gioco che mi piaceva a metà? Dubbi usciti dalle parole di chi tenevo vicino a me. Sbagliando. Come sbagliato è stato ogni piccolo gesto, r...

Figlio di...

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Un pò alla volta si sente il bisogno di tornare alle proprie origini, quando proprio le tue origini ti mancano di più. Le cose piccole, quelle umili che ti hanno fatto crescere. "Voglio essere figlio di un cane figlio di un re figlio di un contadino che zappa la terra di un re Fare il vino pestando l'uva Con una vigna che non cresce Voglio fare finta di recitare un ruolo che non va Voglio essere figlio di una nebbia che non va più via ...come l'umidità che si attacca addosso E conto di cantare le canzoni che ho scritto male Voglio essere figlio di un marinaio che attracca in ogni porto portandomi via qualcosa... qui e là... Dove c'è l'inizio e poi la fine Figlio di un cane che annusa la strada per non perderla nel tempo e contar le stelle... una dopo l'altra."

La Fatica

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A volte capita di provare imbarazzo davanti ad amici, perchè tuo figlio è nato e il loro no e spiegare la tua felicità diventa fatica, fatica fisica e mentale. Quasi sentirsi in colpa. In colpa perchè tu i tuoi figli li vedi poco, e pure male. Così, in silenzio, ti eclissi ed inizi ad evitarli. Eviti sempre il loro sguardo finchè ... finchè ti accorgi che il dolore e l'imbarazzo possono essere messi da parte, sono superati da altri eventi che sono arrivati a scombussolarti l'esistenza. È un passaggio che scopri facile, come parlare con amici. Semplicemente. E pian piano ritrovi gli stessi sorrisi di prima, forse un pò più maturi ma sai che sono loro, esattamente nello stesso posto dove erano dimenticando la fatica fatta per ritrovarli. "Ci sono attimi in cui ho pensato alla fatica Quella fatta fin qui... Ho messo in fila tutta la fatica per evitare uno sguardo, le parole... quelle che feriscono di più, dentro, vicino al ...