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L'impronta del bicchiere

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Ci si trova soli. Soli quando tutto quello che si vuole è ascoltare una parola. Qualsiasi purchè sia per te. Per sorridere, per provare a fare un sorriso e scordare, che c'è sempre qualcosa da scordare. Cerchi quella parola per uscire dalla routine color grigio in cui sei caduto. Scopri che come te ce ne sono altri. Tante solitudini appoggiate ai tavoli, ai banconi di un bar. Quasi tutti alla ricerca di quel motivo in più per sorridere. "Piangendo ho annacquato il vino che sa di sale e mi stordisce i ricordi... Li deforma come liquido che si muove e non li ritrovo più... Non so perchè l'ho versato Non so perchè mi son seduto qui da solo osservo osservo il cerchio umido del bicchiere sul legno del tavolo... È legno scuro come il vino ci sono i segni del tempo sul legno e sulle mie mani... Alzo il bicchiere per un brindisi ai quattro venti... È amaro ma va giù lo stesso non è una novità che quando tutto ...

Noi che...

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Perchè questo titolo? Perchè noi non ce ne accorgiamo ma viviamo con l'orologio in mano, dipendenti dalle news h24, dal caffè e convinti che l'indifferenza sia forse l'unica qualità che ci faccia vivere in pace. Siamo "noi che...", andiamo avanti giorno dopo giorno con le mani in tasca. "Noi che siamo attenti in prima fila ai tornelli... Noi che dei tornelli non capiamo il perchè... Noi che siamo liberi di sentirci in gabbia... Noi che il caffè la mattina è tutto quel che c'è... E c'è sempre un modo per cominciare qualcosa di nuovo... anche quando cade la neve a giugno e mettiamo il cappotto con l'infradito. Noi che il calcio lo guardiamo dagli schermi e da casa abbiamo solo schemi vincenti. Guardiamo il tiggì che il mondo non ci scappi di mano... Noi che ogni morto, dopo, è un santo e un santo è uno morto per niente... e dalla schermo la voce che ronza e non dice nulla che tanto il risultato non cambia. Abbiam...