Ho bisogno di osservare dall'alto un po' nascosto in un luogo in mezzo al mondo in alto sopra tutti e tutto coi colori i suoni le voci che qui sembrano lontane.
Le luci accese somigliano a tanti occhi curiosi Che osservano il cambio d'abito veloce della città che cambia che muta che lavora che filma. Le luci della sera, una dopo l'altra.
A volte sembra d'essere soli, solo un po'... eppure al mattino è quello che ci vuole, che mi fa star bene. Camminare solo in uno spazio solitamente pieno di persone. Ecco, quell'ora prima, di accendere le luci, di aprire la porta, è tutto mio. E vi passeggio dentro, nel silenzio.
La mattina che non vuoi cominciare che i pensieri arrivano tutti insieme e tutti veloci. Tutti che fanno male a scale differenti. Mi serve qualcosa, qualcosa di piccolo che mi faccia star bene. Un posto di tranquillità, un caffè, due amici. La mattina che non vuol cominciare, adesso si...
Accendo le luci tolgo il buio dagli angoli di casa. Luci calde, morbide. Luci che mi stanno addosso come un abito leggero che indosso per star bene. Luci soffuse che mi fanno compagnia.
Le luci là in fondo sull'orizzonte da dove le guardi sembrano più belle. Le luci stesse entrano ed escono dalla finestra. Intermittenti. Intermittenti illuminano stanze, cose. Forse un faro... un vecchio albergo, un vecchio lampione forse. Solo e stanco ormai. È tutto fermo come in un presepe allestito tutto l'anno. Uno di quelli che si osserva un po' da terra un po' dal mare.