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Visualizzazione dei post con l'etichetta vecchio

Una storia che vorrei raccontarti - tredicesima parte

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"Scusa.." La ragazza si spostò da quella posizione e tornò a sedersi diritta, senza staccare la spalla da quella del vecchio. Si voltò a guardarlo, per accorgersi che lui la fissava a sua volta. Gli sorrise. Dietro le lenti gli occhi dell'uomo si erano fatti piccoli, studiosi. Colsero in un istante il luccichio, bè afferrarono il movimento, semplice e repentino. La luce del lampione stava battendo su qualcosa. Il vecchio voleva capire a tutti i costi, cercare una pista giusta nella sua memoria ballerina. Superare la fatica del ricordo, quando l'età è un ostacolo troppo difficile. "Ti ho cercato perché è passato tanto tempo e ne sentivo il bisogno. Ora sono libera." Appoggiò il mento sulle mani, sentendosi improvvisamente vuota. Lo sguardo del vecchio era perplesso. Lei era forza e delicatezza, era un'esplosione di riccioli, era profumo di sabbia di mare, era un ricordo che non si lasciava prendere. "Aiutami a capire, perché ...

Una storia che vorrei raccontarti - dodicesima parte

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La mano sui capelli. La lasciava lì ad accarezzarli. Lei non voleva spostarsi. I pensieri correvano. La vita gli aveva offerto una seconda occasione e l’aveva sfruttata con fatica, organizzandosi al meglio. Se qualcuno gli chiedeva come avesse fatto , esaltava i meriti della sua buona agenda. Aggirare discorsi poco piacevoli con l’ironia era una sua abitudine, un atteggiamento consueto di cui spesso i figli sorridevano. Tante volte aveva desiderato di poter riunire tutti, in occasione delle festività segnate in rosso sul calendario, per trascorrere il tempo insieme, con leggerezza e allegria, gustando i piatti delle mamme e delle nonne. Per debolezza, per cattiveria altrui, quelle riunioni familiari erano rimaste un sogno, che ancora adesso, di tanto in tanto, faceva capolino, nelle ore lunghe e sempre uguali. Sentì i riccioli sottili scivolargli dalle dita quando la ragazza sistemò nuovamente la testa sulla sua spalla. Ogni momento di quella gio...

Una storia che vorrei raccontarti - decima parte

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"Salutai il mio arancione più piccolo e guardai." Le stelle negli occhi verdi si fecero più numerose, più grandi, come fossero ferme lì da tanto tempo. "Guardavo la sua auto azzurra che si allontanava, cercavo inutilmente tracce di arancio attorno a me." La ragazza si era di nuovo rannicchiata su se stessa. La bocca  mordeva nervosa la manica della maglietta, i riccioli lasciavano ben visibile solo la punta del naso. Il vecchio sorseggiò, sul petto gli cadde un po' d'acqua, a confondersi con le lacrime che cadevano piano dal mento. "Mi sono ritrovato solo, a respirare in ogni stanza il loro profumo..." Lo disse tutto di un fiato, stringendo forte la bottiglia di plastica. La ragazza drizzò la schiena all'improvviso, come se qualcosa l'avesse fatta scattare. Senza asciugarsi il viso guardò il vecchio. "Loro?" chiese, facendo brillare il verde dei suoi occhi. Il vecchio strinse le labbra e annuì. Lasciò le domande ferme ...

Una storia che vorrei raccontarti - nona parte

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Il vecchio asciugò la lacrima. Sapeva che lei aveva visto la sua difficoltà. Sentiva, posati sulla sua anima, quegli occhi verdi. Grandi, curiosi, allegri. Lo scrutavano ad ogni respiro. "Le tue domande. Sembri custodirle da tanto tempo." La ragazza chiuse un po'gli occhi e il vecchio percepì la sua esitazione, ma rimase in silenzio. "Forse è così..." Rispose. "Sono uscite all'improvviso, quando non me lo aspettavo. Credo di averle avute dentro da sempre." Sospirò. "Quasi sempre." Il vecchio fissò la ragazza. "Cosa intendi dire?" Chiese aggrottando la fronte. Il tempo, si dice, è galantuomo. Era ora, forse, che intervenisse a sistemare ogni cosa. Entrambi sapevano che nulla di quanto detto era superfluo, che tutto stava uscendo così come doveva. Senza timori né filtri. Il vecchio si massaggiò il collo,  come quando si preparava a dire qualcosa di importante. La ragazza si alzò in piedi. Abbracciandosi, ...

Una storia che vorrei raccontarti - settima parte

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Due arancioni. Lo stesso colore. La stessa intensità ma con sfumature tanto diverse da poterli vivere separatamente. Sembrava strano ma era veramente così. Suo padre. Sempre in ordine, impeccabile, anche quando il vento scompigliava i capelli. In questo ricordo si era perso il vecchio, ascoltando il pettinino di osso che suonava. A un tratto lo ripose nel taschino della camicia. Nello stesso istante arrivò la mano della ragazza a spettinarlo, di nuovo, rapida come il dispetto di una bambina. E assieme, la sua risata. Rise anche lui, trascinato in quell'improvviso momento di serenità. "Non mi sono mai piaciuti i capelli in ordine. Quando sono un po' lunghi bisogna lasciarli liberi di andare." Arancione. Due. Tonalità diverse, una oscurava l'altra. "Perché mi hai seguita qui al mar senza pensarci? Avrei potuto portarti in qualunque altro luogo..." Era vero. Eppure la sua risposta positiva era stata immediata. Gli era bastato guardarla per...

Una storia che vorrei raccontarti - sesta parte

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Tutto. In quelle cinque lettere racchiudeva quello che aveva provato. Ora gli anni passati erano tanti che quasi non ne ricordava il numero esatto, eppure un angolo nascosto del suo cuore continuava a fare male. Tutto. "Iniziai a rifiutare anche il colore che tanto mi piaceva..." Sorrise amaro, toccandosi la nuca. Lei lo fissò. Silenziosa e serena come sempre. Il vecchio notò che la ragazza aveva incrociato le gambe, come a voler meditare. Lo sguardo era fisso su di lui. "Cosa intendi dire? Avevi paura del nero? O l'arancione non ti piaceva più?" Il vecchio annuì col capo. "Mi faceva paura, l'arancione...aprivo la porta e mi colpiva ma era come una tela dipinta a metà, graffiata..." Nuovo sospiro. La mano sulla sua. Morbida. Ancora. Il vecchio di chiese che lavoro facesse la ragazza, quale fosse la sua vita oltre i confini di questa giornata, di questa spiaggia. Ripensò alla sua visita inaspettata, ai lunghi capelli ricci arrivati ...

Una storia che vorrei raccontarti - quinta parte

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Trascurarla. Questa era stata, forse, la colpa maggiore del vecchio. O almeno, era questa la conclusione a cui lui era arrivato nel corso degli anni. Dopo che tutto era ormai accaduto. Tante domande solitarie, sotto la doccia, tornando a casa con l'ultimo autobus, semplicemente perché tornare non aveva più senso. Adesso, mentre si reggeva al braccio di quella ragazza così bella, il vecchio tornava ad episodi ormai lontani. Si fermò un solo istante, osservò il canneto vicino al pontile. L'indomani il beccaccino sarebbe stato in grado di procurarsi il cibo da solo? E il suo pulcino, quando l'aveva fatto? E poi? Tante cose non sapeva. Una vita intera, ormai. "Vuoi fermarti ancora un po'?" " No, grazie. Ripensavo al beccaccino e al mio pulcino. Sai, tanti anni fa ne avevo uno tutto mio, ma non ho avuto il tempo di insegnarli a cacciare le vongole..." La ragazza gli accarezzò il braccio. Ripresero il cammino e il racconto. "Penso di av...

Una storia che vorrei raccontarti - quarta parte

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Quarta parte Amore. Più volte il vecchio si era chiesto cosa avesse voluto dire quella parola per lui. Aveva ricordato un passato troppo da viveur e forse tutto quello che era successo poi aveva avuto un suo senso, una speciale giustizia divina. Con un prezzo forse troppo esagerato. Si era più volte chiesto se aveva fatto sempre le cose giuste e spesso le risposte erano no. La ragazza riusciva a tranquillizzarlo anche in quel suo modo silenzioso di osservarlo. Le guardava gli occhi; gli occhi lo avevano colpito subito. Ricordavano il verde delle colline, le sue, una zona che conosceva bene. Erano il suo buen ritiro quando periodicamente la sua vita prendeva discese pericolose Dentro di quegli occhi trovava la forza di non far scendere piccole lacrime anche se era una battaglia dura. La sabbia cominciava ad essere un po'più fresca ma nessuno dei due dava segno di volersi alzare. Il vecchio posò nella sabbia la bottiglia d'acqua e cercò di rispondere al...

Una storia che vorrei raccontarti - terza parte

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Terza parte Gli occhi verdi. Sgranati. Il vecchio ripose il ricordo nel taschino della memoria e si fermò ad osservarli. Erano di un verde acceso, lo stesso verde che hanno le colline quando le vigne sono pronte. Li guardava stupito. Dentro di sé li conosceva già ma non ricordava di più. "Cosa ti ricordi poi del tuo negozio?" La ragazza si toccò una ciocca di capelli e si sistemò più comoda. Continuò a stringersi alle ginocchia. Il negozio, già. Il vecchio sorrise. "Già, me ne stavo dimenticando, scusami. La mia età presenta alcuni effetti collaterali..." Sorrisero entrambi. "Lavoravo tanto, forse troppo ma non riuscivo a non farlo. Ed ero padre da poco." La ragazza allargò un po'di più gli occhi grandi. Sorrise in maniera più seria e vedendo il vecchio in difficoltà gli posò la mano sulla spalla ossuta e leggermente cadente. Il vecchio abbassò la testa, ancora di più, quasi a farla s...

Una storia che vorrei raccontarti -seconda parte

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Seconda parte Il flashback può arrivare all'improvviso, forte come una scossa, acceso da una parola, un fatto, una canzone. Qualcosa. Che quando arriva è travolgente. Il cane. Il cane era un pastore tedesco femmina. Era il cane da guardia, quell'animale nel quale il vecchio da giovane si identificava: grande, robusto, fedele, pronto a difendere quando serviva. Ricordava bene quel cane. Ogni volta li separava solo la rete verde, che segnava il confine fra le due proprietà. Seduto sulla sabbia, ora il vecchio ascoltava il cane abbaiare in lontananza. Si chiedeva perché lo facesse. Per gioco forse, per rabbia. O per lanciargli quel ricordo ormai lontano. "La mamma e la nonna mi portavano sempre qui in estate. La mamma qui la conoscevano quasi tutti. Ci venivi anche tu?" Lo distrasse la ragazza, la sua voce. Ogni volta sicura e decisa. Eppure dolce. Il cane. Quel cane il vecchio, lo aveva visto e rivisto tante volte, nella sua casa, da solo. Era un partico...

Una storia che vorrei raccontarti - prima parte

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È una storia un po' particolare, mia. La storia di errori miei ma non solo. Errori che mi hanno portato lontano da un affetto che sento tanto mio e che mi manca ogni giorno di più. È la storia di una rincorsa che ho solo immaginato e che spero in cuor mio non sia davvero così lunga. Prima parte Il vecchio avanzava a fatica sulla sabbia alta e disordinata. Sapeva di avere il respiro grosso e affannoso ma sapeva lui per primo di non potersi fermare. Avanti, in un posto che faticava a mettere a fuoco, sentiva chiaro il rumore delle onde. Rumore, soltanto il rumore. La schiuma che si spegneva a riva. La sabbia era alta e l'estate ancora un po' più avanti. Ogni tanto rallentava ancor di più il passo per godere della brezza marina sul viso. L'odore era di mare e di cielo e dietro, dietro la salsedine, il profumo. Il suo. E ogni respiro gli faceva bruciare gli occhi. Più forte del bruciore agli occhi era la voglia di arrivare a riva. Mentre il...