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Se ti dicessi...

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Si incrociano sguardi, strade, vite. Si incrociano sentimenti e convinzioni. Orgogliosamente feriti, proviamo ad andare avanti nell'auto convincimento che nulla esiste più, che nulla è successo. Ma non serve molto tempo per capire che il tempo non è andato avanti per nulla. "E se ti dicessi che vivo meglio senza di te, che non mi manca nulla di quel che sei, che la mattina è meglio così, da solo. Senza sorrisi che mi scaldano il cuore e il caffè, senza musica o abbracci. Se ti dicessi che non penso a te, non scrivo più nessun pensiero, non ricordo più il tuo nome. Che sotto la doccia penso al giorno che verrà, che tutto mi scorre addosso come l'acqua. Che non ricordo nulla di quello che c'è stato perché non c'è stato nulla da ricordare. Se ti dicessi che ti saluto senza farci molto caso, che la strada per casa tua non la ricordo nemmeno più. Se ti dicessi che il tempo non guarisce bene le ferite..."

La mia casa in un lago

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Ci sono luoghi dove ti senti un po'più te stesso che altrove. Posti che diventano un patchwork di immagini che disegnano il tuo ideale "posto delle fragole". Il mio è un po' più a nord di casa mia e si riflette sulle acque scure e fresche del lago di Cavazzo, il posto dove mi sento io . "dove cade l'ultima neve dove il lago scompare ai tuoi occhi dove gli alberi odorano di resina dove i tuoi passi sono silenziosi dove il respiro è umido dove l'occhio si inganna ed è tutto bianco dove canoe si incrociano e l'acqua è più fredda dove nascono cascate che poi si nascondono dove gli alberi hanno nomi sconosciuti dove le case sono basse e profumano di legno dove la strada è una sola e vola basso il germano reale dove mi tuffo fra le carpe e il pane dove il canneto copre e nasconde dove il nido è protetto dove il freddo arriva da dietro l'ansa dove si incrocia lo sguardo con la vetta dove cade l'ultima neve dove il lago diventa cas...

Tu...nelle piccole cose

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I giorni passano veloci, svelti, cambiano come le stagioni e la domanda rimane sempre la stessa? Quanto vero è stato quello che hai provato? La risposta è dentro, come giusto che sia, ma sai da solo che "quell'amore grande" è rimasto lì dove era cresciuto. E che faticherai ancora molto per lasciarlo andare via. "Sei lì... so che ci sei nelle piccole cose attorno a me nell'angolo più nascosto del mio cuore... aspetti il buio ed esci... Ascolti i miei pensieri e torni, e sai quello che voglio e sai quello che mi manca e sai che vivi lì... nell'angolo più nascosto dove fatico a trovarti anche io ma so che ci sei. Rispondi agli appelli delle notti insonni per consolarmi a modo tuo, forse, magari, non lo so bene neppure io. Sei lì... che mi manchi ancora un po' e ancora un po' sarà così e tu vivrai nel tuo angolo più nascosto che non lo so neppure io..."

Piove sulle vigne

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Riflessioni sui riflessi della pioggia sulle vigne ormai pronte alla vendemmia, con settembre ad un passo soltanto. E si riflette su quanto veloce sia passato l'ultimo anno. "Piove di nuovo finalmente Piove sulle vigne già pronte Un altro anno è passato a scandire tutto il tempo ...dal seme alla foglia il vitigno è cresciuto Piove ancora sulla collina che l'uva è pronta A settembre... a girare le botti che il legno si impregni anche se piove sulla vigna dentro settembre che porta l'autunno."

Guardami

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Ogni tanto bussa il bisogno di correre a rifugiarsi dentro sguardi che sono abbracci, che ti avvolgono e ti fanno star bene. Anche se il tempo è passato e ha lasciato dietro di sé ricordi impalpabili. "Guardami Guardami più forte Urla il tuo sguardo Da togliermi il respiro Senza esitare Come fossi mare Agitato di calma Guardami Ancora Come se Tutti questi giorni Non fossero passati mai."

Una storia che vorrei raccontarti - tredicesima parte

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"Scusa.." La ragazza si spostò da quella posizione e tornò a sedersi diritta, senza staccare la spalla da quella del vecchio. Si voltò a guardarlo, per accorgersi che lui la fissava a sua volta. Gli sorrise. Dietro le lenti gli occhi dell'uomo si erano fatti piccoli, studiosi. Colsero in un istante il luccichio, bè afferrarono il movimento, semplice e repentino. La luce del lampione stava battendo su qualcosa. Il vecchio voleva capire a tutti i costi, cercare una pista giusta nella sua memoria ballerina. Superare la fatica del ricordo, quando l'età è un ostacolo troppo difficile. "Ti ho cercato perché è passato tanto tempo e ne sentivo il bisogno. Ora sono libera." Appoggiò il mento sulle mani, sentendosi improvvisamente vuota. Lo sguardo del vecchio era perplesso. Lei era forza e delicatezza, era un'esplosione di riccioli, era profumo di sabbia di mare, era un ricordo che non si lasciava prendere. "Aiutami a capire, perché ...

Una storia che vorrei raccontarti - dodicesima parte

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La mano sui capelli. La lasciava lì ad accarezzarli. Lei non voleva spostarsi. I pensieri correvano. La vita gli aveva offerto una seconda occasione e l’aveva sfruttata con fatica, organizzandosi al meglio. Se qualcuno gli chiedeva come avesse fatto , esaltava i meriti della sua buona agenda. Aggirare discorsi poco piacevoli con l’ironia era una sua abitudine, un atteggiamento consueto di cui spesso i figli sorridevano. Tante volte aveva desiderato di poter riunire tutti, in occasione delle festività segnate in rosso sul calendario, per trascorrere il tempo insieme, con leggerezza e allegria, gustando i piatti delle mamme e delle nonne. Per debolezza, per cattiveria altrui, quelle riunioni familiari erano rimaste un sogno, che ancora adesso, di tanto in tanto, faceva capolino, nelle ore lunghe e sempre uguali. Sentì i riccioli sottili scivolargli dalle dita quando la ragazza sistemò nuovamente la testa sulla sua spalla. Ogni momento di quella gio...